LA SENTENZA SANDRI

Ha pesato probabilmente il ragionevole dubbio sul quale hanno molto calcato gli avvocati difensori F. B. e F. M. nelle loro arringhe. Quel ragionevole dubbio che, come nei telefilm americani, impone di assolvere, nel caso di derubricare. (La Nazione di Arezzo 16.7.09).
Teorie più o meno sapientemente costruite anche in sede giuridica, spesso lo sono a scapito della verità e, purtroppo, non sarebbe la prima volta, nella sentenza per la morte di mio nipote, la verità dei fatti, è stata soccombente e l’applicazione di una teoria giuridica ( Sentenza Franzese), almeno fino ad ora, è servita a nascondere la verità.
L’applicazione della legge non dovrebbe sottostare a nessuna teoria, ma solo alla verità dei fatti e a nessun giudice -credo- è conferita autorità per sostenere una teoria, ma solo per accertare, con trasparenza, la verità e, sulla verità, applicare la legge uguale per tutti.
Nel caso specifico tutto potrà essere meglio verificato fra 90 giorni, dopo le motivazioni della condanna di Luigi Spaccarotella, ma le motivazioni della sentenza di mio nipote esistono da due anni e non tengono conto di tutta la teoria giuridica applicata alla sentenza -di cui è stata applicata la parte di comodo- perché non tengono conto, come invece si doveva, “di tutta la verità disponibile”, arbitrariamente ignorata, perché TUTTA LA VERITA’, su mio nipote e mia figlia, C’E’, C’E’ SEMPRE STATA DISPONIBILE E TRASPARENTE.
Da segnalare che Presidente del Tribunale, Pubblico Ministero e un avvocato della difesa sono casualmente gli stessi nelle due sentenze.

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