Le sentenze da capire e… valutare

Cassazione, le sentenze da capire e… approfondire

<Art. 3 della legge Balduzzi n.189/2012>

 

Pur non avendo ‘valore di legge’, le sentenze della suprema Corte di Cassazione costituiscono un precedente rilevante di cui giudici e avvocati tengono sempre conto. La Cassazione rappresenta il massimo organo interpretativo delle leggi nonché l’ultimo grado di giudizio e ha il compito di verificare la corretta applicazione della legge al caso concreto (cosiddetto giudizio di “legittimità” e non di merito).

La Suprema Corte di Cassazione ha annullato la condanna di omicidio colposo nei confronti di un chirurgo che nell’esecuzione di un intervento di ernia del disco, aveva leso dei vasi sanguigni provocando il decesso del paziente. La decisione dei supremi giudici si fonda sul principio stabilito , in base al quale non ha più rilevanza penale la condotta medica connotata da colpa lieve collocata «all’interno dell’area segnata da linee guida o da virtuose pratiche mediche, purché esse siano accreditate dalla comunità scientifica».

 

(Sentenza della Corte di Cassazione n. 2 depositata il 31 gennaio 2013)

 

CAPIRE: Uno, più medici posono causare la morte di uno, più pazienti ed essere assolti, ove la colpa é collocata all’interno dell’area segnata da linee guida o da virtuose pratiche mediche, purché esse siano accredidate dalla comunità scientifica.

 

VALUTARE: Qualsiasi medico ha licenza di uccidere, purché l’atto avvenga all’interno dell’area segnata da linee guida o da virtuose pratiche mediche, purché esse siano accredidate dalla comunità scientifica.

 

VALE LA PENA DI APPROFONDIRE SE QUESTA E’ UNA SCELTA UMANA’ O DISUMANA, DALLE CONSEGUENZE…

INARGINABILI.

 

Milano Corriere della Sera Sabato 23 Marzo 2013Decreto Balduzzi: BENE NONA SEZIONE DEL TRIBUNALE DI MILANO

 

Medici non punibili il giudice contro il decreto

«Incostituzionale escludere il reato per colpa lieve»

MILANO – li decreto Balduzzi, che sottrae alla punibilità penale la colpa lieve di medici e infermieri attenutisi a linee guida e buone prassi, è «una legge ad professionem» in contrasto con la Costituzione perché delinea un’irrazionale area di non punibilità per i soli operatori sanitari, sguarnisce la tutela dei pazienti, e nel contempo rischia di burocratizzare il medico e frustrarne il progresso scientifico: è quanto prospetta la nona sezione del Tribunale di Milano nell’impugnare ora la legge davanti alla Consulta in un processo per lesioni   colpose a 4 sanitari dell’ospedale Galeazzi difesi dai legali Brusa e Ballabio.li decreto che porta il nome del ministro della Sanità nel governo Monti, motivato nel settembre scorso anche dalla volontà di ridurre i costi pubblici della «medicina difensiva» (cioè dell’iperprescrizione di esami e terapie per paura di denunce e risarcimenti),interessa centinaia di migliaia di persone che esercitano una professione sanitaria, quindi non solo medici ma anche infermieri, farmacisti, biologi,psicologi, operatori sociosanitari e anche veterinari; e, lasciando intatta la responsabilità civile, comporta il loro esonero della responsabilità penale per «colpa lieve» nel caso in cui l’operatore sanitario dimostri di essersi attenuto alle «linee guida» e alle «buone pratiche» accreditate dalla comunità scientifica

Il primo problema, ad avviso del giudice Bruno Giordano, è intendersi sulla natura di queste «mere raccomandazioni per le quali la legge non offre alcun criterio di determinazione. Non vengono specificate le fonti delle linee guida quali siano le autorità titolate a produrle, quali siano le procedure di raccolta dei dati statistici e scientifici, e quale sia la loro pubblicità per diffonderle e renderle conoscibili agli stessi sanitari; per le prassi non viene specificato il metodo di raccolta e come possa individuarsi la «comunità scientifica». Se soltanto si considera che per talune specializzazioni mediche vi sono nel nostro Paese 3 linee guida regionali, 13 nazionali, alcune decine europee (e 2.000 negli (Usa) – osserva Giordano – giocoforza bisogna dedurne l’assoluta imprecisione e non determinabilità dei confini dell’area di non punìbilìtà».Per il giudice, inoltre, il decreto Balduzzi produrrebbe…

Luigi Ferrarella

 

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