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Invocazione

Mio Dio
fa che fioriscano in pace
i biancospini delle mie siepi,
che sboccino in pace i papaveri
sui campi di grano,
che cantino in pace gli uccelli
nei boschi,
che le sorgenti sgorghino pure,
che il vento cerezzi le foglie,
che i bimbi giuochino insieme
e gridino d’allegria,
che gli uomini tornino
a suonare le campane
nella mia terra,
in ogni terra,
nell’Universo,
mio Dio.

Io e la mia ombra

Io e la mia ombra nella sera,

io e la mia ombra nel dolore

andiamo

per le strade deserte

della città.

Io e la mia ombra,

che non mi chiede chi sono,

né dove vado,

né perché vado.

Io e la mia ombra nella sera,

io e la mia ombra nel dolore,

andiamo

per le strade deserte

della città.

E sento

E sento la gioia

e sento il dolore,

l’odio, l’amore,

l’indifferenza,

la malinconia

e l’impotenza

di fronte

allo scorrere via

del tempo.

Chi mi può dir chi sono?

Cos’è la vita mia?

Nulla si ferma e rimane,

nulla mi dice ch’io sia.

E sento la gioia

e sento il dolore,

l’odio,l’amore,

l’indifferenza,

la malinconia

e la speranza

nel mistero

della vita mia

che sento essere un dono

proprio,

perché fugge via.

Io non sono il migliore

Si, anche

viltà e ipocrisia

son nella vita mia:

Io non sono il migliore!

Ansia, affanno e paura

han segnato il mio cuore

e la vita,

che ho accettato

e per la quale

ho lottato.

Ansia, affanno e paura,

viltà e ipocrisia

son nella vita mia:

Io non sono il migliore,

ma nel dolore

che non ho rifiutato,

ho anche donato

e ho amato

con tutto il mio cuore!

La costruzione umana

La costruzione umana

inconsapevolmente ebbe inizio

quasi nelle tenebre,

appena l’Uomo intravvide

l’incerta luce di un senso

e continuò,

tra necessità e attrazione,

speranza e illusione,

ininterrottamente.

Con essa l’Uomo s’incamminò,

faticosamente,

dalle tenebre verso la luce,

che, finalmente,

lo illuminò,

per consentirgli

una costruzione migliore,

con meno sangue e dolore.

Ora

il rischio più grande

è che la costruzione dell’Uomo

faccia velo alla luce

e che egli si chiuda

nella sua costruzione,

che, da sempre,

è attratta e sorretta

dalla Luce soltanto!

Per il lavoro dell’uomo

E Dio

intrapprese la creazione del Mondo:

Per sei giorni lavorò

creando la luce, il cielo,

i continenti, i mari, le stelle,

separando le tenebre,

popolando la Terra.

Lavorò, lavorò

fino a plasmare

a sua immagine l’Uomo dal fango,

affinché il Mondo non fosse

quello di un Dio solitario.

Solo allora cessò

e non perché il lavoro fosse finito

e fosse compiuta

la creazione del Mondo,

ma perché anche l’Uomo potesse

partecipare alla sua COSTRUZIONE

e il Mondo non fosse

il Mondo di Dio con L’Uomo soltanto,

ma, alla fine,
mistero d’amore,

per il Lavoro dell’Uomo,

anche il Mondo dell’Uomo

con Dio!

Estasi

Stanco,

al fin io son tornato

alla mia valle verde

e nel tramonto

infuocato della sera

m’inebrio di luce

e di silenzio.

Ricordi

E’ venuta la sera

e nel silenzio

io rivado con la fantasia

alla mia terra natia

e mi rivedo fanciullo,

più felice di ora,

insieme ai miei compagni

giuocare alle palline,

correre a schiere

la per le colline,

giù nella valle

e a nuotar nel fiume.

Potesse la vita riportarmi

a quel tempo lontano

quando noi giuocando davamo

quasi la vita

a tanti nostri sogni,

quante volte

ci siamo finti i giorni

che oggi viviamo

così diversamente.

Ma, passano i sogni invano

e tutto quanto

la gioventù promette

fola o sogno rimane

e chissà

dove sono ora i miei compagni,

strade diverse

ci segnò la vita,

tutte cosparse

d’impensati affanni.

Solitudine

Sono solo

per Rue de Flandre

all’una della notte,

da poco ho lasciato il tabarin

e l’eco della musica mi segue

e con la musica

il volto delle donne che ho baciato:

Volti tinti,

labbra tinte,

che domani avrò già dimenticato

per essere più solo,

senza un poco di speranza in cuore,

senza un sogno d’amore,

solo e straniero,

malato sempre più di nostalgia.

Preghiera degli emigranti

O mio Dio

Tu che conosci

la tristezza

del nostro cuore,

Tu che ascolti

dai nostri silenzi

il dolore

di chi ha lasciato

la patria e la casa

e forse per sempre,

aiutaci

e dacci la forza

di non odiare

chi sorride di noi

con scherno,

chi crede

di poterci umiliare

rinfacciandoci

un pane sudato

e consumato

senza un focolare.

O mio Dio,

per la tristezza

delle madri lontane,

per i sogni sepolti

in fondo al nostro cuore,

per la pace

che non avremo mai,

aiutaci Tu!