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UN NUOVO VOLTO DI DIO E DELL’UOMO

UN NUOVO VOLTO DI DIO E DELL’UOMO

SEGNI DEI TEMPI    SEGNI DEI TEMPI    SEGNI DEI TEMPI                                                                                      Frido Guadagni Presidente Eco Sezione “Intra Tevero et Arno”, Responsabile Nazionale Dipartimento Sviluppo ed Evoluzione del Movimento Azzurro                                                                                                                                          Venerdì Santo 14 aprile 2017                                                                                                                                                Quanto dolore nel Mondo nel nostro tempo, in ogni tempo. C’è qualcosa che somigli di più alla Via Crucis dell’Evoluzione?

Il senso della croce”.

Un invito a meditare il nuovo volto di Dio

…Troppo spesso, la Croce è presentata alla nostra adorazione non tanto come una meta sublime da raggiungere superando noi stessi, ma come un simbolo di tristezza, di limitazione, di rimozione. Questa maniera di predicare la Passione è semplicemente collegata, in molti casi, all’uso inopportuno d’un lessico pio in cui le parole più gravi (quali sacrificio, immolazione, espiazione) che l’abitudine ha svuotato dei loro significati, vengono adoperate con incosciente leggerezza ed allegria. Si giuoca con le formule: Ma questo modo di parlare finisce col dare l’impressione che il Regno di Dio si possa realizzare solo nel lutto, andando continuamente in senso opposto e controcorrente alle energie e alle aspirazioni umane. Sotto la fedeltà delle parole, nulla, in fondo, è meno cristiano di questa prospettiva…                                                                                                                                                                    Considerata in senso più generale, la dottrina della Croce è quella cui aderisce ogni uomo convinto che di fronte all’immensa e caotica attività umana una strada si apre verso una qualche uscita, e che tale strada sale. La vita ha un termine: impone quindi una direzione di marcia orientata, infatti, verso la più elevata spiritualizzazione attraverso il maggiore sforzo… Per conquistare il nostro amore e fondare concretamente la nostra fede, disvela poi ai nostri occhi e ai nostri cuori, la appassionante e insondabile realtà del Cristo storico, in cui la vita esemplare di un singolo uomo racchiude questo dramma misterioso: il Maestro del Mondo che conduce, come un elemento del Mondo, non soltanto una vita elementare, ma (oltre a questa e per suo tramite) la Vita totale dell’Universo, di cui egli si riveste e che assimila, sperimentandola lui stesso. Infine con la morte in Croce di questo Essere adorato, esso indica alla nostra sete di felicità che il Termine della creazione non è da ricercarsi nelle zone temporali del nostro Mondo visibile, bensì che lo sforzo atteso dalla nostra fedeltà deve consumarsi oltre una totale metamorfosi, di noi stessi e di quanto ci attornia. Così, gradualmente, le prospettive della rinuncia, che è implicita nell’esercizio della Vita, si ampliano. E, alla fine, come vuole il Vangelo, ci troviamo proprio sradicati da ciò che v’è di tangibile sulla Terra. Ma tale estirpazione si è compiuta a poco a poco, secondo un processo che non ha né scandalizzato, né ferito il rispetto che noi dobbiamo  alle mirabili bellezze dello sforzo umano.                                                                        È perfettamente vero che la Croce significa evasione dal Mondo sensibile e perfino, in un certo senso, rottura con questo Mondo. Attraverso le ultime tappe dell’ascesa cui essa c’invita, ci costringe infatti a superare la soglia, un punto critico in cui perdiamo contatto con la zona delle realtà sensibili…  Ed Ecco in che cosa consiste precisamente la follia cristiana allo sguardo dei ‘saggi’ che non vogliono arrischiare su di un totale ‘Al di là’, nessuno dei beni che hanno attualmente tra le mani. Ma quella straziante evasione, fuori dalle zone esperienziali, rappresentata dalla Croce non è (bisogna riaffermarlo energicamente) che la sublimazione della legge di ogni vita. Verso le vette, avvolte nella foschia ai nostri occhi umani, ove c’invita il Crocifisso, ci eleviamo mediante un sentiero che è la via del progresso universale. La via regale della Croce, è precisamente il cammino dello sforzo umano, sovrannaturalmente rettificato e prolungato. Avendo inteso pienamente il significato della Croce noi non rischiamo più di trovare la vita triste e nauseante. Siamo solo diventati più attenti alla sua incomprensibile gravità. Insomma, Gesù sulla Croce, è nel contempo il simbolo e la realtà dell’immensa fatica secolare che, a poco a poco, eleva lo spirito creato, per ricondurlo nelle profondità dell’Ambiente Divino. Egli rappresenta dunque (in senso vero è) la creazione che, sorretta da Dio, risale la china dell’essere, or agganciandosi alle cose per trovarvi un appoggio, ora distogliendosene per superarle, sempre compensando con le fatiche fisiche, i ripiegamenti dovuti  alle cadute morali.                                                                                                                                                                                La Croce di conseguenza, non è cosa inumana bensì sovrumana. Noi comprendiamo che fin dall’origine dell’Umanità attuale, essa stava dritta all’orizzonte della strada che conduce alle più alte vette della creazione. Solo che, alla luce crescente della rivelazione, le sue braccia dapprima nude, sono apparse rivestite del Cristo:<Crux inuncta>. A prima vista, quel corpo sanguinante ci può sembrare lugubre. Non diffonde forse le tenebre? Avviciniamoci ancora. E vi riconosceremo il fiammeggiante serafino della Verna, colui la cui passione e compassione sono <incendium mentis>. Per il Cristiano, non si tratta di dileguarsi nell’ombra della Croce, ma di elevarsi nella sua luce.                                                                                                                                                                            Da “L’Ambiente Divino”, Il senso della Croce, pg. 74,75,76 Di Padre Pierre Teilhard de Chardin (Editrice Queriniana)

Il Cardinal Bergoglio è il primo gesuita della storia ad essere eletto Papa, gesuita come Pierre Theilard de Chardin e anche primo Papa della storia a chiamarsi Francesco, come il fiammeggiante serafino della Verna: un marcato e profetico segno dei tempi.

Auguri di conversione e, a tutti, Buona Pasqua di Resurrezione, A.D. 2017.                                                                                                               

SEGNI DEI TEMPI             SEGNI DEI TEMPI              SEGNI DEI TEMPI

SEGNI DEI TEMPI                        SEGNI DEI TEMPI                        SEGNI DEI TEMPI                                          “Intra Tevero et Arno” Eco sezione del MOVIMENTO AZZURRO                                                                        Arezzo, GIOVI, 31 agosto 2018                                                                                                                                       

GIORNATA DELL’AMBIENTE: POCO DA CELEBRARE, MOLTO DA RIFLETTERE.

Noi dobbiamo ampliare il nostro approccio per comprendere la formazione che sta avendo luogo davanti ai nostri occhi… di una particolare entità biologica come non ne sono mai esistite sulla Terra – la crescita, al di fuori e al di sopra della biosfera, di un ulteriore strato planetario, un involucro di sostanza pensante a cui, per ragioni di praticità e simmetria, ho dato il nome di Noosfera Pierre Teilhard de Chardin, The Future of Man (Il Futuro dell’Uomo)

Tra la seconda metà del XX° secolo e la prima metà del XXI° si è progressivamente manifestato un importante segno dei tempi: l’Umanità è passata, per la prima volta, dalla sua fase espansiva, dovuta alla crescita demografica, che l’ha portata a conquistare il pianeta, alla sua fase di compressione demografica. Infatti l’Umanità sulla Terra non si espande più, si comprime, producendo tutta la frenetica e caotica attività, visibile e invisibile, che tutti intuiscono e che è tempo di cominciare a vedere, sopra tutto con la mente.                Questo sta portando alla rottura degli equilibri biofisici del pianeta, a causa della limitata superfice planetaria in cui la crescita avviene e l’uso e il consumo delle risorse che ne deriva.                                                                Così la temperatura media del Pianeta, stabilizzatasi da qualche milione di anni, grazie anche alla termoregolazione delle acque profonde oceaniche e dell’attività biologica dei processi vitali, che l’hanno consentita, si sta alterando, e per l’impoverimento dell’abitat oceanico, dovuta all’inquinamento umano? e alla depauperazione delle specie ittiche, fino alla estinzione di alcune di esse, e per l’abuso e lo sperpero delle risorse naturali della Terra. La distruzione dei ghiacci polari, dei ghiacciai di ogni continente, è un segno macro ambientale incontrovertibile, purtroppo ce ne sono anche altri.                                                                                                                                                                                                  LA “CRISI globale” del pianeta, da cui oramai dipende ogni crisi, è la “CRISI COMPLESSA globale”, che nessuna “entità biologica”, attualmente sulla Terra, è in grado di affrontare. Ogni problema inerente lo sviluppo -l’evoluzione- è già di livello NOOSFERICO, di livello di pensiero noosferico, cioè superiore. La noosfera, probabilmente, ancora è al di là della capacità di comprensione della scienza convenzionale, ma è un’intuizione profonda e penetrante che ha fatto presa sulle menti di scienziati, filosofi, poeti e artisti fin dal momento in cui questo concetto è emerso per la prima volta, nel 1926. È un concetto evolutivo originato da ricerche sia nel campo della biogeochimica che in quello della paleontologia. È un paradigma d’insieme che fonde visione e analisi degli attuali trend mondiali. È una percezione che la trasformazione della biosfera porta inevitabilmente ad una nuova epoca geologica e a un nuovo ciclo evolutivo; ed è per l’impatto del pensiero umano sull’ambiente che questa nuova era – la Noosfera – sta sorgendo. Ciò avviene perché un sacerdote gesuita, Pierre Teilhard de Chardin, coniò il concetto e il termine di Noosfera, mentre, come barelliere-portantino, nelle trincee francesi della Prima Guerra Mondiale, trasportava e assisteva feriti. Dopo la guerra, paleontologo di fama, Teilhard de Chardin ampliò le sue intuizioni e scrisse sulla noosfera, nel 1956 in Man’s Place in Nature (Il Posto dell’Uomo nella Natura) e nel 1959 in The Future of Man (Il Futuro dell’Uomo), pubblicati dopo la sua morte, avvenuta il giorno di Pasqua del 1955. Pierre Teilhard de Chardin, dopo la guerra e il suo collega gesuita e filosofo Edouard Le Roy, incontrarono il geochimico sovietico Vladimir I. Vernadsky, con cui concordarono nel definire il concetto di noosfera – nelle chiare, semplici parole di Vernadsky, scritte alla fine della Seconda Guerra Mondiale: Il processo storico si sta trasformando radicalmente sotto i nostri occhi… La specie umana nel suo insieme sta diventando una poderosa forza geologica. La mente e l’opera dell’umanità si trovano di fronte al problema di ricostruire la biosfera nell’interesse di un’umanità di liberi pensatori, intesa come singola unità. Questo nuovo stato del mondo a cui ci stiamo avvicinando senza rendercene conto è la “Noosfera”.                                          MI fermo qui, ma …l’enunciazione del Problema dei Problemi è intuitiva: l’UOMO non può credere di andare avanti, nel progresso e nell’evoluzione UMANA e dell’Universo, pensando di cambiare direzione girandosi il cappello sulla testa, perché non solo non andrà avanti, non andrà nemmeno indietro, quest’uomo, oramai, rischia di diventare, rapidamente, un “ramo secco dell’evoluzione”. OCCORRE UN NUOVO VOLTO DI DIO E DELL’UOMO.

Frido Guadagni, Presidente Eco Sezione Intra Tevero et Arno                                                                              31/08/2018                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                             

                                                                                                                                                                

TU SEI

Io so

che in eterno TU SEI,

ma il concetto di eterno

abita solo nel tempo,

dove non sei,

perché il concetto di tempo

abita solo in noi.

Per questo, da sempre TU SEI.

Così Ti concepisco

ESSERE ASSOLUTO,

oltre il tempo,

dove arriveremo anche noi.

Ti amo TU SEI,

in Cristo venuto nel tempo,

per noi.

Si, IN CRISTO

Ti vedo e Ti sento.

TU SEI, TU SEI, TU SEI!

Frido Guadagni

Un nuovo volto di Dio

AMBIENTE                             http://www.papale-papale.it

segnalato da Movimento Azzurro

 

Giornata di preghiera per la salvaguardia del creato

il creato nella visione di Padre Pierre Teilhard de Chardin

Un nuovo volto di Dio

di Frido Guadagni

Presidente Eco Sezione “Intra Tevero et Arno,                                                                                    Responsabile Nazionale Dipartimento Sviluppo ed Evoluzione del Movimento Azzurro

         Frido Guadagni

“I Segni dei Tempi” è una delle Sezioni di sos Solidarietà Società Nuovi Orizzonti (sito web www.sossolidarietasocieta.it) che, da decenni, cerca di divulgare la “visione” di Pierre Teilhard de Chardin, precursore di un nuovo umanesimo, citato nell’enciclica di papa Francesco Laudato sì (Capitolo II, 83) Il traguardo del cammino dell’universo è nella pienezza di Dio, che è stata già raggiunta da Cristo risorto, frutto della maturazione universale. (In questa prospettiva si pone il contributo del P. Teilhard de Chardin).
“I Segni dei Tempi” viene più sotto riportato con l’intento di cercare di far capire, forse, un po’ più facilmente, la visione del Padre Pierre Teilhard de Chardin. Per il resto penso che si «Le cinque vie, cioè i cinque verbi dell’Evangelii Gaudium, sono i percorsi attraverso i quali oggi la Chiesa italiana può prendere tutto ciò che viene dal documento di papa Francesco e farlo diventare vita», ma questo sarà meglio possibile se -finalmente- si farà capire anche tutta la visione teilhardiana, senza timori, visione che rivela un nuovo volto di Dio, Dio, che, nella verità dell’Essere, è Amore.
Infatti “Abbiamo tutti bisogno di un nuovo volto di Dio per adorare” dice Teilhard (Accomplr l’homme, lettres inédites, Grasset, Paris 1968, lettera del 31 marzo 1950, p. 136). Capire vuol dire amare, amare capire: non si ama ciò che non si capisce, non si capisce ciò che non si ama. La fede è amore, è luce.

In occasione della VII Giornata Nazionale per la Salvaguardia del Creato non basta interrogarsi sul dovere morale di difendere e custodire la bellezza e la bontà della natura, ma occorre chiedersi il perché finale della natura, guardandovi a fondo.
Mai come in questo tempo il Mondo ha bisogno dei cristiani, della Chiesa Cattolica, della sua teologia, per capire che la natura, il Creato tende, come il suo divenire, a Cristo, a Omega. Settant’anni fa il beato Gabriele Allegra, frate francescano, nelle sue conversazioni con Teilhard de Chardin diceva: “La Teologia della Scuola Francescana vuole che la creazione sia stata ordinata a Cristo Uomo- Dio, all’Incarnazione e quindi al soprannaturale come a sua causa finale”.
Niente di più vero, Pierre Teilhard de Chardin completava: ” … anche la creazione nel suo senso reale e concreto, quella che io chiamo -santa materia- esige Cristo Pleroma, Cristo Alfa e Omega. Ma l’integrazione della scienza, della Filosofia e della Teologia verrà; … “. (1)

Questo è il tempo e mi fermo, anch’io so, come disse allora Padre Teilhard de Chardin al Beato Gabriele Allegra, che non si può parlare così a quelli che sono fuori della Chiesa e, purtroppo, ancora a molti che sono anche nella Chiesa. Il tempo evolutivo che stiamo vivendo non consente più ai cristiani, agli uomini di buona volontà, di dissiparne altro, troppo a lungo, impunemente, oramai i rischi che l’Uomo corre sono mortali.
L’Ambiente Umano che è già tutta la Terra e non solo, che sarà tutto l’Universo, ha bisogno, per essere vissuto, dell’azione convergente dell’Uomo, di tutto l’Uomo, con tutto il suo pensiero.
Per questo occorre comunicare e rendere intelligibile anche agli “altri” il pensiero cristiano.

(1) Gabriele Allegra, Le mie conversazioni con Teilhad de Chardin – Edizioni Porziuncola, Assisi (PG) 2011

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NOTA

L’Evoluzione è l’evoluzione dell’Universo, della Vita, dell’Uomo, non di Dio. Cristo è Uomo, è Dio.                      Che senso ha la creazione, se non è Cristificazione.

26 maggio 2013

Cristificazione: Nella pienezza dei tempi il Crocifisso, con la sua morte e resurrezione, svela il Verbo Incarnato, vero Uomo e vero Dio, l’incontro del creato con l’increato.                                                                   Teilhard de Chardin trova nella geologia l’immagine del “metamorfismo” per avvicinarci al “nuovo volto di Dio. Il metamorfismo: una colata granitica, che attraversa falde sedimentarie. Il crescere di queste rocce metamorfizza, rende granitici gli strati calcarei che esse attraversano, ma non vi è soltanto il fenomeno della granitizzazione del calcare sedimentario mediante la colata granitica, lo stesso granito è intaccato dal calcare. Vi è quindi metamorfizzazione del calcare da parte del granito, ma vi è anche endomorfizzazione, cioè reazione del calcare sul granito, che mentre granitizza il calcare, viene a sua volta calcarizzato. Ciò suggerisce a Teilhard de Chardin, che allo stesso “modo” nel mistero dell’Incarnazione la divinizzazione dell’uomo mediante l’Incarnazione porta con sé l’ominizzazione di Dio nel Risorto. “Ciò che Egli (Dio) fa di quest’altro da Lui che è il Figlio desidera farlo anche in noi grazie a Cristo, come ripercussione storica della sua Incarnazione, a vantaggio gratuitamente glorioso del creato. Per questo, in Cristo e soltanto in lui, non è soltanto il creato a essere divinamente metamorfizzato dall’Increato. Ma è l’Increato stesso, che per libera decisione d’amore, vuole portare in sé per sempre il segno incancellabile del creato. “…Il Pleroma: la misteriosa sintesi dell’increato e del Creato, la grande complessione (ad un tempo quantitativa e qualitativa) dell’Universo in Dio”. Divinizzatore della propria creatura in Cristo, Dio si gloria di essere, in Cristo, ominizzato, vale a dire, come scrive Teilhard de Chardin, da lei “endomorfizzato”. Tale “endomorfizzazione” perciò, non è per Dio un atto passeggero, ma una modalità oramai eterna della sua identità. È questo il “meraviglioso scambio”, divinamente assoluto, per il quale la liturgia di Natale ci riempie di gioia. Non vi è umanamente alcun rapporto nuziale, qualunque sia la forza dell’amore che lo ispira, che possa elevarsi a quanto avviene nell’Incarnazione, fra Dio che diventa uomo e l’uomo che diventa Dio. È quello che Teilhadr, non senza motivo, chiama “un nuovo volto di Dio”. Il volto di un amore eterno di Dio per noi. Tocchiamo qui senza alcun dubbio uno dei punti più culminanti del messaggio più spirtuale e più profondo di Teilhards. (1)                                                                                                                                                                    Frido Guadagni                                                                                                                                                                                                 (1) Gustave Martelet, E SE TEILHARD DICESSE IL VERO…  pag. 69, 70, 71 Edizioni Jaca Book 2007.

30/06/2018 Inviata a filosofiaescienza.it                                                                                                                                         La complessità esponenziale degli esseri e della società complessa non è quest’uomo che la può gestire. L’Umanità va pensata come un’ essere complesso, che approda oltre… in Omega, in Cristo risorto, in Dio!

 

SEGNI DEI TEMPI

Giornata Mondiale dell’Ambiente 2017

Il passaggio in atto nell’evoluzione del Pianeta tra lo stato dell’umano e l’avvento dell’ultra umano, sta determinando il superamento tra mondo biofisico e mondo umano, tra natura e cultura, ecco la vera “CRISI” epocale in cui versa il Mondo. Lo sviluppo irreversibile della “Noosfera” presuppone lo sviluppo “dell’Ambiente Divino” e, “custodire il Creato”, (che non riusciamo a custodire), forse, non è più appropriato e occorre “accompagnare il Creato” nella sua evoluzione, verso un ultra evoluzione umana. Impresa, sovrumana, si e sicuramente noosferica, ma di una “noosfericità” teilhardianamente concepita. Teilhard de Chardin auspicava che si fossero gettate le basi di una tecnica dell’ultra evoluzione (L’activation de l’énergie p.265-266) e auspicava un nuovo umanesimo, capace di generarla e di padroneggiarla, per guidare l’Evoluzione. Egli ha più volte rilevato, che il progresso non è, dal punto di vista evolutivo, sempre positivo e aveva pienamente ragione, perché sta già succedendo che porti, tragicamente, all’alterazione dei parametri di stabilità raggiunti stabilmente da milioni di anni, dalla Biosfera. PURTROPPO IL RAPPORTO UOMO/NATURA è diventato un presunto progresso, che sta alterando questi parametri, minando così la sopravvivenza della vita, che rischia d’interrompersi, bruscamente, sulla Terra. Oggi c’è qualcosa di nuovo sotto il sole, l’ EVOLUZIONE ci pone di fronte alle nostre responsabilità epocali: crescere, diventando migliori, per un avvenire dell’UOMO PIENAMENTE EVOLUTO, o continuare a decrescere, diventando peggiori, per continuare verso uno pseudo progresso, nel quale, inevitabilmente, ci disperderemo come rami secchi, dell’ EVOLUZIONE.

INSIEME “PER UN UOMO PIENAMENTE EVOLUTO”.

                                                                                                       

 

Uccisi con la manovra di kristeller

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Uccisi con la manovra di Kristeller

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) sconsiglia, da sempre, la pratica della manovra di Kristeller. Spagna e Inghilterra la vietano, per la sua pericolosità. La Toscana la consente nascondendola, perché permette di non segnalare l’uso di queste violente spinte sulla partoriente, che provocano danni irreparabili a madre e nascituro. La Regione poi, anche scoraggiando il cesareo, favorisce la Kristeller. Meno cesarei significano per la Regione risparmio economico e prestigio. Ciò, di fatto, provoca numerose tragedie, nelle quali si nasconde di tutto e di cui è difficile trovare la prova delle responsabilità. Spesso gli eventi sono definiti imprevedibili e imprevenibili, come la Coagulopatia Intravasale Disseminata (CID), che la Kristeller, tra l’altro, scatena. Per ciò la manovra non compare nei fascicoli clinici, nei flussi informativi e negli audit clinici ospedalieri. La Regione così esercita, con gravissime omissioni, un’eccessiva, surrettizia attività di prevenzione del contenzioso a difesa dell’immagine e dei propri interessi, alterando le statistiche e rendendo difficoltoso, lungo e costoso il reperimento delle prove di responsabilità, nascondendo e annebbiando atti di notevole responsabilità e rilevanza penale, come il caso d’Ingrid e Andrea dimostra. A Ingrid furono praticate ben cinque manovre di Kristeller, una eseguita dall’ostetrica e quattro dal dottore. Il verbale di s. i. (sommarie informazioni) rese dall’ostetrica Mori il 15.1.2003 alle ore 10,15 negli Uffici del Posto di Polizia presso l’Ospedale S. Donato di Arezzo, tra l’altro, citano: “…verso le ore 0,45, nella sala parto trovo la donna col letto già smontato e preparata al parto, la donna era agitata e affaticata dal periodo del travaglio. Alle ore 0,55 viene applicata alla donna la ventosa ostetrica e viene praticata una episiotomia dal dott. Barone che era presente in sala parto unitamente al dott. Merelli e all’ostetrica Mazzetti a questo punto si tentava una manovra di aiuto all’espulsione del feto detta manovra ostetrica di Kristeller ma la donna non era contenta di ciò si divincolava da me. A questo punto il dott. Merelli si propone al mio posto ma la donna si rifiutava dicendogli che lui la innervosiva, comunque quando la ventosa fu pronta il Merelli esegui lo stesso la manovra, per un totale di quattro trazioni fino all’espulsione del feto”. Questo non compare in nessun fascicolo, flusso informativo e audit clinico del S. Donato di Arezzo. Consci dell’irreparabilità dei loro atti che non saranno registrati, i medici continueranno la criminale conduzione del parto nel post parto, per occultare e confondere le responsabilità. Le ore di ritardo nelle analisi del sangue, le ore di ritardo nell’inizio delle trasfusioni di plasma, le ore di ritardo nel provvedere al tempestivo trasferimento d’Ingrid in rianimazione, sentenziarono, dopo la morte del figlio, anche la Morte della madre. La falsificazione della Cartella clinica, il tacere, oltre alla madre, anche ai nonni e al padre della morte del figlio, per quasi un’ora e mezza, consentirono loro di avere maggior tempo, per rendere difficile individuare le loro responsabilità. Un’ora e mezza dopo la manovra di Kristeller e l’estrazione con la ventosa ostetrica del feto morto, Merelli, spregiudicatamente, si sentì anche di poter definire, ripetutamente, il parto “Un parto perfetto!”

Un modo, per accreditare, con freddo cinismo e ipocrisia, un parto senza responsabilità.

La Kristeller, spesso, per le arbitrarie e violenti manovre cui si presta, provoca anche morti e tragedie. Quante partorienti lo sanno? Quanti consensi informati? Ingrid il suo non lo diede, né le fu chiesto. Andrea e Ingrid, dopo la Kristeller, sono morti, uccisi nel parto.

13 gennaio anniversario

SEGNI DEI TEMPI settembre 2016

Giovi Settembre 2016

11ª Giornata per la custodia del creato 1° settembre 2016

Custodire il creato è ambiguo? Forse si: Il Creato è dal bing beng al Pleroma. Tale durata è “il tempo della Consacrazione dell’Ostia Totale”, quando, al fine, Dio sarà Tutto in Tutti. Il mistero dell’incarnazione porta in se l’ ominizzazione di Dio, nella carne in cui Cristo prende corpo. Cristo che  si fa carne rimane tale mediante la sua Risurrezione nella sua gloriosa eternità. Non ci sarà “nuovo umanesimo” senza la visione  di Pierre Teilhard de Chardin, precursore del Cristo NELL’ UNIVERSO, del Cristo sempre più Grande (Cristificazione della Noosfera), del Cristo Universale, del Cristo Totale.

“O Gerusalemme, alza la testa. Guarda la folla immensa di coloro che costruiscono e di coloro che cercano. Nei laboratori, negli uffici, nei deserti, nelle fabbriche, nell’enorme crogiolo sociale, li vedi tutti quegli uomini che si affaticano? Ebbene! Tutto ciò che, per merito loro, diventa fermento di arte, di conoscenza, di pensiero (di conquista ?) è per te.       Su, apri le tue braccia, il tuo cuore, e accogli come il tuo Signore Gesù, il flusso, l’inondazione della linfa umana. Ricevila, questa linfa, – poiché senza il suo battesimo, tu appassirai senza desiderio, come un fiore privo d’acqua; e salvala, poiché, priva del tuo sole, essa si disperderà follemente in rami sterili”. (L’Ambiente Divino, Pierre Teilhard de Chardin -Tientsin 1926-) La Chiesa, che  è punta dell’evoluzione Umana, nel modo che le è proprio, già santifica la CREAZIONE-EVOLUZIONE

Il Mondo, tutto il Mondo oramai ha bisogno anche di una grande visione laica della CREAZIONE – EVOLUZIONE, per convergere e finalizzare tutto il suo sforzo e GOVERNARE Evoluzione  e Pogresso.

Il MOVIMENTO AZZURRO, che s’ispira alla Dottrina Sociale della Chiesa, deve invitare tutti i movimenti ambientalisti cristiani ad aprire le loro braccia a tutti i movimenti ambientalisti umani, per convergere, a livello mondiale, verso una diversa gestione dell’ambiente, più complessa, che metta in luce la simmetria tra salvaguardia dell’ambiente, CREAZIONE-EVOLUZIONE-PROGRESSO.

Frido Guadagni  Presidente Eco-sezione di Arezzo  Intra Tevero et Arno

Responsabile nazionale Dipartimento Sociale Sviluppo ed Evoluzione del Movimento Azzurro

 

 

Tutto è arte, anche un ciottolo del fiume, un pezzo di lava, un ramo, la foglia di una pianta, un foglio accartocciato, le nuvole nel cielo, una tempesta, una bella giornata, il volto di ogni essere umano, ogni animale e tutto ciò che esiste, se lo guardi con amore.                                                                                                                                                                                      Frido Guadagni

Tempo per la creazione: un momento di preghiera ecumenica

AGOSTO 2016 REDAZIONE CHIESA E RELIGIONE

La CCEE e la CEC mettono in luce la simmetria tra salvaguardia dell’ambiente e cura del prossimo e dei poveri

Il rispetto, l’apprezzamento e la contemplazione del Creato sono una sollecitudine comune delle Chiese cristiane. Il Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (CCEE) e la Conferenza delle Chiese Europee (CEC), in occasione della Giornata della Creazione, chiedono “preghiere comuni e un rafforzamento del lavoro ecumenico per la cura della Creazione”.

In una nota sottoscritta dai segretari generali dei due organi, viene sottolineato che “secondo il Vangelo, la responsabilità nei confronti dell’ambiente non può mai essere separata dalla responsabilità verso gli altri esseri umani: verso il nostro prossimo, verso i poveri, o i dimenticati, il tutto in un vero spirito di solidarietà e di amore”.

“Rispettare la creazione – prosegue la nota – non significa soltanto proteggere e salvaguardare la terra, l’acqua e le altre componenti del mondo naturale. Consiste anche nell’esprimere rispetto per gli esseri umani che condividono quei doni e ne portano la responsabilità. Pertanto, insieme a tutti i cristiani, ci sforziamo con gioia di testimoniare Gesù Cristo, «perché per mezzo di lui sono state create tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra» (Col 1,16)”.

La CCEE e la CEC ricordano poi “il pensiero di Dietrich Bonhoeffer, secondo cui il problema più urgente che assilla le nostre Chiese è il modo in cui viviamo la nostra vita cristiana di fronte alle sfide culturali e sociali contemporanee. Questo significa – si legge nella nota – che dobbiamo metterci in relazione tra noi nel contesto del mondo in cui tutti viviamo. Si tratta di una definizione originale di ‘oikos’, che significa ‘la casa’. La ‘casa comune’ di cui ci prendiamo cura è composta sia dal mondo naturale che dalle relazioni umane”.

Nell’imminenza del Tempo per la Creazione, periodo speciale nei calendari liturgici in un numero crescente di Chiese in Europa, che va dall’1 settembre al 4 ottobre, i segretari di CCEE e CEC sottolineano anche “il dono della creazione e la nostra relazione con esso”.

“Ci troviamo ad affrontare sfide urgenti in termini di degrado ambientale e cambiamento climatico e, incoraggiati dalle parole della lettera enciclica di Papa Francesco Laudato si’, a riconoscere la nostra responsabilità condivisa”, aggiunge la nota.

In conclusione, la CCEE e la CEC invitano calorosamente “tutti i cristiani europei, le Chiese membri della KEK e le conferenze episcopali del CCEE, le parrocchie, le comunità ecclesiali e ogni persona di buona volontà ad aderire al Tempo per la Creazione, a celebrare insieme il Tempo per la Creazione nell’ambito delle nostre rispettive tradizioni liturgiche, e a sostenere la comune fede cristiana in Dio Creatore”.

 

 

 

 

 

 

Sviluppo: manca un’anima

La unione etico culturale dell’occidente si sta disgregando e sta nascendo una nuova cultura planetaria, già è tra noi.

Alfa e Omega

“Da dove veniamo, dove andiamo?”

I SEGNI DEI TEMPI

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Luglio 2015

Ciò che sta infrenando il nostro mondo è la mancanza di verità e il nostro mondo, di furbi e intelligenti, diventa, sempre più, una Torre di Babele. Va bene anche cosi, il vecchio mondo deve frantumarsi comunque, perché una nuova unità ad un livello più alto e complesso: noosferico, nasca, cresca e tenda “VERSO NUOVI ORIZZONTI”: verso Omega. L’EVOLUZIONE non è arrestabile e L’Umanità, non senza sforzo e dolore, convergerà, in alto e in avati, verso una totale socializzazione, dai livelli di complessità e soglie di coscienza inconcepibili, “Vi è un’impresa in corso nell’Universo … ”, ha detto Pierre Teilhard de Chardin. Forse riguarda anche noi.

Due grandi gesuiti, Pierre Teilhard de Chadin e Papa Francesco, primo papa gesuita della storia, un notevole segno dei tempi.